Il vincotto salentino, chiamato tradizionalmente cuettu, rappresenta una delle espressioni più pure e antiche della cultura gastronomica del Salento. A differenza di altre varianti regionali — come quella ischitana, dove si aggiungono zucchero e mele cotogne fino a ottenere una consistenza simile a una confettura — la ricetta salentina segue una filosofia rigorosamente essenziale: solo mosto d'uva cotto, senza alcun addensante, spezia o zucchero aggiunto.
Dal vigneto alla pentola: la nuova cotta di fine estate
La magia del vero vincotto si rinnova ogni anno alla fine dell'estate, seguendo i ritmi della vendemmia. Proprio in queste ore di fine agosto abbiamo dato vita a una nuova e straordinaria produzione, utilizzando il mosto d'uva fresco proveniente dalle Cantine Terre di Bagnolo di Manduria.
Il processo è un rito che richiede pazienza, dedizione e profondo rispetto per la materia prima: la pentola ha iniziato a sobbollire ieri pomeriggio alle 18:00 ed è rimasta sul fuoco in una lenta e costante riduzione fino a stamattina alle 09:00. Quindici ore ininterrotte di cottura a fuoco lento, durante le quali il liquido evapora, concentrando gli zuccheri naturali dell'uva e trasformandosi in uno sciroppo denso, scuro e dai profondi riflessi rubino. Una lavorazione artigianale che rappresenta l'alternativa ideale per chi vuole assaporare il gusto ancestrale, autentico e incontaminato del Salento.

Origini e differenze con il vincotto ischitano
Nato in epoca romana e tramandato per generazioni nelle comunità contadine, il vincotto rispondeva all'esigenza di conservare il succo dell'uva e disporre di un dolcificante naturale quando lo zucchero era un bene raro e prezioso.
Mentre nella tradizione ischitana si realizza una sorta di marmellata densa arricchita da mele cotogne (sfruttate per la loro pectina naturale) e zucchero, il cuettu salentino rifiuta ogni tipo di integrazione. Il suo segreto risiede unicamente nella qualità delle uve di Manduria e nel tempo di riduzione, capace di tirare fuori la dolcezza originaria dell'uva in modo del tutto naturale.
Come si utilizza nella tradizione salentina
Estremamente versatile in cucina, il vincotto salentino è un classico della dispensa locale:
- Pittule e dolci delle feste: è il condimento perfetto per irrorare le pittule calde e arricchire i dolci tipici come cartellate (pizzicotti), purciadduzzi e mostaccioli.
- La granita contadina (u scuattu): un'antica curiosità invernale vedeva i contadini raccogliere la neve fresca durante le gelate per versarvi sopra un filo di vincotto, creando una granita naturale e corroborante.
- Abbinamenti salati e formaggi: oltre ai classici abbinamenti con fichi secchi e mandorle, il vincotto si sposa benissimo con i formaggi stagionati della zona e viene utilizzato per glassare carni rosse e arrosti.
Come sempre nei nostri articoli, vi ricordiamo che se siete finiti su questa pagina per caso e desiderate assaggiare il nostro vincotto o provare tutti i prodotti genuini provenienti dalla nostra azienda agricola e lavorati nella cucina della nostra trattoria, potete venire a trovarci.
Per informazioni e per prenotare un tavolo presso la nostra masseria urbana A Locanda Tù Marchese, potete contattarci direttamente al numero 340 82 74 276. Vi aspettiamo per farvi vivere i veri sapori della tradizione salentina!