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Ciciri e Tria: La "Carne dei Poveri" del Salento e la Ricetta di Nonna Tetta

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Ciciri e Tria: La "Carne dei Poveri" del Salento e la Ricetta di Nonna Tetta

C'è un piatto che, più di ogni altro, rappresenta l'anima autentica della cucina salentina. Non è un piatto di lusso, non ha ingredienti rari o esotici. È un piatto povero, contadino, fatto di semplicità e ingegno. Eppure, appena lo assaggi, capisci subito perché i salentini lo considerano un simbolo identitario irrinunciabile: ciciri e tria.

Che cos'è la "Tria"? Una parola con radici arabiche

Prima di parlare del piatto, è giusto capire cosa si nasconde in quel nome curioso: tria.

La parola deriva dall'arabo classico Itriya, che indicava una pasta secca allungata simile a degli spaghetti. Questo ci racconta che le radici di questo piatto affondano in un lontano passato mediterraneo, quando la cultura araba influenzò profondamente l'agricoltura e la cucina del Sud Italia durante l'alto Medioevo.

Con il tempo, nel Salento, il termine "tria" è rimasto a indicare tutta la pasta fresca di semola allungata, tagliata a strisce e fritta nell'olio bollente. Sì, avete letto bene: fritta. Ed è qui che sta il vero genio di questo piatto.

Il "frizzuli" ovvero la "carne dei poveri"

Immaginate la Puglia contadina di un secolo fa: niente carne, niente proteine animali per giorni interi, solo legumi, verdure e farina. Come si riusciva a dare alla tavola una sensazione di ricchezza e soddisfazione, anche con ingredienti poverissimi?

La risposta era la tria fritta, chiamata dai locali anche frizzuli. La pasta fresca di semola, dopo essere stata tagliata, veniva gettata direttamente nell'olio d'oliva bollente e fritta fino a diventare croccante e dorata. Il risultato è straordinario: la pasta fritta assume una consistenza dura, croccante, quasi come una costina croccante. La sensazione in bocca di "addentare" qualcosa di solido e croccante ingannava la fame e simulava, in qualche modo, la soddisfazione di mangiare carne.

Per questo, tra i contadini salentini, la tria fritta era soprannominata con orgoglio la "carne dei poveri". Un nome che racconta un'intera storia sociale e non suona affatto triste, ma anzi pieno di quella creatività e dignità che contraddistingue la nostra cultura gastronomica.

La magia dei mugnuli: l'ingrediente segreto

Potreste pensare che un piatto così minimalista non abbia ingredienti speciali. E invece ce n'è uno che fa tutta la differenza: i mugnuli.

I mugnuli sono una varietà di broccoletto autoctona del Salento, praticamente introvabile al di fuori di questa terra. Non chiamateli broccoli o cime di rapa, per favore: hanno un sapore unico, leggermente dolce-amaro, più delicato e profumato di qualsiasi varietà industriale. Sono i mugnuli che donano al piatto quella nota vegetale irresistibile che bilancia la sapidità dei ceci e la croccantezza della pasta fritta.

La ricetta di Nonna Tetta con i nostri ceci dell'Azienda

Qui alla Locanda Tu Marchese, questo piatto ha un significato speciale. I ceci che utilizziamo non vengono dal supermercato: crescono nella nostra azienda agricola, coltivati seguendo i ritmi naturali della terra salentina, senza forzature e con metodo tradizionale. E i mugnuli freschi vengono portati direttamente dall'orto alla cucina.

La versione di Nonna Tetta segue il metodo tramandato di generazione in generazione:

  1. I ceci secchi vengono messi in ammollo la sera prima con un pizzico di bicarbonato.
  2. Il giorno dopo si lessano lentamente in abbondante acqua salata con una foglia di alloro, fino a quando non sono teneri ma compatti.
  3. I mugnuli vengono puliti, scottati e poi saltati in padella con aglio e olio extravergine della nostra produzione.
  4. Nonna Tetta prepara la pasta fresca a mano: acqua, semola locale e un pizzico di sale. La sfoglia viene tagliata in strisce irregolari — non troppo precise, come vuole la tradizione — e divisa in due parti. Una parte viene cotta in acqua bollente, l'altra viene fritta nell'olio caldo fino a diventare croccante.
  5. Tutto si unisce nel piatto finale: la pasta cotta si amalgama con i ceci e i mugnuli, creando il cuore cremoso del piatto. Sopra si sparge la pasta fritta, croccante e dorata. Un giro generoso di olio extravergine a crudo e il piatto è pronto.

Il contrasto tra la morbidezza dei ceci e la croccantezza della tria fritta è qualcosa di indimenticabile.


Quando vi sederete al nostro tavolo e vi porteremo questo piatto, ricordate che non state solo mangiando. State assaggiando secoli di storia, ingegno contadino e amore per una terra che ha sempre saputo fare grandi cose con poco. Benvenuti alla Locanda Tu Marchese.